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PROGRAMMA ELETTORALE

Sono tempi di crisi profonda quelli che stiamo vivendo. In Italia e anche a Vergato.
Il paese più importante del Medio Reno vive un momento difficile e presenta numerose criticità.
Aziende in difficoltà, tante, e giovani senza prospettive, tantissimi, un territorio gestito male con notevole disordine urbanistico,una normativa di cosiddetta tutela paesaggistica che penalizza nella gestione il ruolo attivo degli abitanti, una crescita residenziale in funzione dormitorio, un ambiente urbano talvolta poco decoroso, un distacco grave da Bologna sia in termini stradali che ferroviari,una pochezza di iniziative promozionali di tipo turistico, un polo scolastico disperso, una assoluta scarsità di iniziative culturali. E, quel che è peggio, sembra incrinata nei cittadini quel senso di fiducia in se stessi e nella propria identità sociale che è il capitale umano fondamentale di ogni comunità.
Il modo in cui è stata gestita l'Amministrazione comunale negli ultimi anni ha sicuramente aggravato la situazione: più che a risolvere i problemi essa ha contribuito spesso a peggiorarli. La proposta elettorale per il Sindaco avanzata oggi dalle forze della maggioranza, dopo litigi interni che sono andati ben al di là di una normale dialettica democratica, è quella di un vero commissariamento esterno e burocratico.
Così non si può andare avanti. Non è questa la strada per contribuire a uscire dalla crisi.
Vergato deve cambiare musica.

Bisogna cambiare prima di tutto i suonatori.

Servono persone nuove, stimate nella società per la propria attività, il profilo professionale e umano, la rappresentatività reale di associazioni, l'estraneità rispetto a conflitti di interessi, la disponibilità al bene comune. Non importano tanto le convinzioni politiche dei singoli candidati, perché la soluzione dei problemi locali non discende come in un teorema dalle visioni ideologiche o politiche. Sono piuttosto i partiti in quanto tali che non devono intervenire direttamente a dettare regole e scelte nelle candidature, nelle decisioni e nella gestione.
Perciò VERGATO CAMBIA MUSICA può essere definita come una lista davvero civica, aperta a tutti, a prescindere dalle convinzioni politiche di riferimento di ciascuno, autonoma dai partiti politici e da ogni altra forma di condizionamento. A dimostrazione di questa affermazione basta scorrere il profilo sintetico del candidato sindaco e dei singoli candidati al Consiglio Comunale.
Non basta cambiare i suonatori. Bisogna cambiare anche la musica.

Da adagio a veloce.

Vergato, che ormai deve essere visto come un polo della Città metropolitana, non è collegato adeguatamente con Bologna. Il sistema ferroviario metropolitano, d'accordo con il Comune, ha di fatto punito Vergato, stabilendo a Marzabotto la destinazione intermedia della ferrovia porrettana e ha eliminato
persino un binario. Il sistema autostradale della variante di valico ha escluso l'inserimento di una bretella di collegamento di Vergato con il casello accesso autostradale di Rioveggio. La vecchia porrettana versa in cattivo stato manutentivo. Il problema dei collegamenti stradali e ferroviari deve essere posto con forza al centro della programmazione metropolitana per rilanciare gli obiettivi strategici della mobilità che sono essenziali per lo sviluppo del territorio. Alla stesso modo va dato priorità al miglioramento delle strade comunali che collegano il centro con le varie frazioni. Va riesaminata l'attuale regolamentazione del traffico cittadino e individuate nuove aree di parcheggio al servizio del cenro

Da tonalità minore a maggiore.

Il recente Piano strategico Comunale(PSC) elaborato assieme al comune di Marzabotto è molto astratto e pieno di dichiarazioni generiche. Non si intravedono le scelte reali di governo del territorio. Consumo zero di territorio è davvero poca cosa, perché dopo gli interventi edilizi e costruttivi degli ultimi anni, che hanno spesso danneggiato la qualità urbana e ambientale, ciò che serve oggi è una vera politica di riqualificazione dell'esistente. E' stata edificata l'area industriale del ILM con funzioni residenziali e commerciali, senza prendere in esame la destinazione dell'area a strutture scolastiche. Si è costruito un brutto grattacielo in piazza IV novembre. Parcheggio e nuove abitazioni sono sorte all'interno di una area golenale del Reno. E intanto si continua a di destinare a polo scolastico aree verdi e periferiche, in terreno instabile, con percorsi stradali senza marciapiedi e in forte pendenza e distante dai servizi pubblici. Occorre impegnarsi a non modificare la destinazione dell'area dell'ex stabilimento Arco e a trovare una nuova collocazione per il Polo scolastico.Il patrimonio storico e naturalistico non si conserva abbandonalo a se stesso, ma trovando nuove destinazioni d'uso capaci di farlo vivere in forma rinnovata e moderna. Ciò vale soprattutto per le frazioni la cui funzione di vere oasi di salvaguardia della qualità della vita va non solo protetta ma valorizzata. La priorità assoluta va data a interventi di messa in sicurezza del territorio rispetto a tutte le forme di dissesto( frane, smottamenti, insediamenti selvaggi…), al miglioramento della qualità ambientale delle zone abitate, alla tutela del paesaggio. Occorre una maggior cura del verde e dell'arredo nel centro e nelle frazioni Per ciò si attiveranno collaborazioni o convenzioni con cittadini, associazioni del volontariato e sportive.

Da lento a sostenuto.

Le funzioni sociali e assistenziali sono essenziali per la coesione di una comunità. Indubbiamente le amministrazioni precedenti si sono impegnate in modo prioritario in questo campo e questo può essere riconosciuto. Ma continuare a pensare che solo l'intervento pubblico possa essere il toccasana è un errore sia culturale che pratico. Culturale, perché nessuna comunità può delegare alla mera burocrazia pubblica la qualità dei suoi servizi sociali, che anzi deve vedere coinvolti tutti i suoi cittadini sia individualmente che nelle varie forme associative e cooperative. Pratico, perché le risorse necessarie non possono derivare da bilanci pubblici sempre più asfittici e incerti. Serve una vera Fondazione di Comunità in cui confluiscano tutte le risorse degli enti pubblici ma anche di Banche, imprenditori, benefattori, privati cittadini. Questa è la sede migliore per programmare i servizi di assistenza agli anziani, da quelli domiciliari, a quelli di aiuto ai bisognosi( accompagnamento, buoni pasto, telesoccorso…) e tutti gli altri servizi per le persone e per le famiglie. A questo proposito, nell'assoluto rispetto delle esigenze degli extracomunitari, non si può non constatare che l'attuale percentuale di extracomunitari sul totale della popolazione residente è davvero troppo alta( circa il 15 per cento) e che tutte le scelte per favorire la loro integrazione devono avvenire con gli stessi diritti e le stesse chances che hanno i cittadini italiani, molti dei quali oggi versano in condizioni di disagio e precarietà rispetto al lavoro e alle condizioni di vita. Insomma, tra i nuovi poveri di cui bisogna farsi carico, non ci sono gli stranieri ma anche tanti nostri concittadini e tanti giovani senza prospettive occupazionali. Tra i servizi primari fondamentali vanno sicuramente inseriti quelli sanitari e ospedalieri.
Senza rinnegare in nessun modo la necessità di un coordinamento territoriale con gli altri comuni del Distretto e in particolare con Porretta, va continuata l'opera di potenziamento dei servizi ospedalieri e il coordinamento di quelli ambulatoriali distribuiti nelle varie sedi del territorio. L'Ospedale e la casa della salute vanno mantenuti e occorre trovare le migliori soluzioni per ottimizzare il funzionamento dell'organizzazione sanitaria.

Da pianissimo a fortissimo.

Sicuramente la gestione dei servizi scolastici ( dai nidi alle scuole) e culturali(biblioteca) non deve tornare indietro rispetto agli standard attuali. Ma la vera svolta in campo formativo e culturale avverrà quando la comunità intera diventi essa stessa "città educante", cioè che si sfruttano al meglio tutte le opportunità culturali che il territorio presenta. Noi pensiamo a un vero inventario dei beni culturali e delle risorse umane disponibili e delle opportunità formative che possono essere sviluppate, anche in forma volontaria, dalle persone che vivono e conoscono la realtà. Tra chi sa e può insegnare qualcosa e chi deve e vuole imparare bisogna costruire forme nuove di cooperazione formativa e culturale. Certo il comune non deve sostituirsi né ai docenti né ai tecnici né ai cittadini, ma non può rinunciare al suo ruolo di stimolo, di condivisione di credibilità culturale e di partecipazione in un processo che deve vedere nel municipio il riferimento di tutta la comunità. In questo campo non si può accettare la rassegnazione sulla scarsità di risorse economiche, perché è proprio nei tempi difficile che il Comune può fornire il più impagabile dei capitali sociali che è la fiducia e la disponibilità all'impegno per il bene comune. E' necessario ridiscutere le scelte del PSC sul Polo scolastico e assicurare la messa a norma di tutti gli istituti

Da calando a crescendo.

Perché la comunità di Vergato ritrovi uno slancio produttivo è necessario che il Comune agevoli in tutte le forme possibili il mantenimento delle attività produttive sul territorio e diventi attrattivo per nuovi insediamenti di carattere innovativo e di basso impatto ambientale. Gli imprenditori non vanno vessati da burocrazie, lentezze procedurali, diffidenza, ma hanno bisogno di un clima favorevole alla gestazione di iniziative nuove, dalle caratteristiche tecnologiche avanzate e dall'alta occupazione giovanile. Sostegno significa diffusione della banda larga, valorizzazione delle risorse umane ( per esempio con premi e borse di studio verso giovani eccellenti, incentivi alla formazione di cooperative giovanili...) In tempi di crisi è necessario favorire l'assistenza e il sostegno ai lavoratori precari e ai disoccupati. Il confronto tra Enti, Associazioni di categoria,imprenditori per favorire lo sviluppo occupazionale va tenuto sempre aperto Va tenuta in attenta considerazione la particolare vocazione del nostro territorio alla valorizzazione turistiche, alla tradizione enogastronomica, alla valorizzazione di prodotti biologici. Si può fare davvero molto di più puntando verso obiettivi di qualità, programmando manifestazioni in collaborazione con associazioni locali e pro-loco,favorendone la conoscenza mediante diffusione di adeguato materiale informativo.

Da grave a vivace.

IL comune è fatto soprattutto di uffici che hanno un contatto diretto con i cittadini. Il buon funzionamento di ciascuno di essi, soprattutto in rapporto ai compiti obbligatori spettanti ex lege, è il modo migliore per renderlo credibile rispetto ai cittadini. E' sicuramente necessario che si proceda a una revisione rigorosa delle spesse ordinarie e di quelle discutibili o superflue né la spending revue deve interessare solo lo Stato centrale. Il Comune deve essere più dinamico e intraprendente nella ricerca di finanziamenti nuovi in conto capitale per la realizzazione di opere e servizi di carattere strategico. Bisogna combattere tutte le assurde limitazioni e gli ostacoli rispetto all'uso di risorse esistenti destinate a scopi produttivi. A volte il richiamo alle leggi ferree del patto di stabilità finisce per esser un alibi all'inerzia. Non bisogna arrendersi alla fatalità ma trovare tutte le strade per ottenere dei risultati. Uno dei difetti principali della amministrazione uscente è la mancanza di un vero dialogo con i cittadini. Il contatto, l'ascolto, e l'accettazione del confronto e della discussione devono far parte del Dna di un buon amministratore. Bisogna dimostrare la volontà di cercare i cittadini, di aprire la discussione prima di compiere scelte importanti e anche di mettersi in discussione davanti alle critiche. Dopotutto la dimensione piccola della comunità e il ricorso a moderni sistemi informatici consente di sviluppare un coinvolgimento tempestivo ed efficace di tutti i cittadini sulle scelte più rilevanti per il proprio futuro. Di grande utilità sono le Consulte. Una dovrà essere costituita per programmare e coordinare le attività dello sport e del tempo libero. Un'altra per recepire le istanze dei giovani e sviluppare insieme i relativi progetti.


Da andante a largo.

L'assetto istituzionale di governo del territorio vive una fase di vera rivoluzione. Lo stesso cittadino non sempre è aggiornato, né appare molto interessato, a temi che sembrano a prima vista molto lontani dalla realtà della vita quotidiana. Eppure su questo terreno si gioca molto del futuro del nostro territorio. Le Province vengono soppresse, la città metropolitana viene avviata su scala provinciale, diventando parte di Bologna. Il che significa che le decisioni più importanti sul futuro di Vergato verranno prese a livello bolognese. E se il comune di Vergato sarà sottomesso alle scelte politiche bolognese, o ai partiti che queste scelte contribuiscono a determinare, non c' è dubbio che affidiamo il nostro futuro nelle mani di soggetti più forti e più lontani. Perciò serve una guida amministrativa di Vergato che in tutte le sedi, vecchie e soprattutto nuove, sia capace di avanzare e sostenere con forza le proprie ragioni, che sia ascoltata e rispettata, e che contribuisca a far uscire il nostro Comune da quella marginalità cui troppo spesso in passato le realtà dell'Appennino sono state sottoposte.

VERGATO CAMBIA MUSICA
crede di avere la forza e la credibilità per esercitare un grande peso sulla progettazione del nuovo a livello territoriale. L'esperienza consolidata e riconosciuta del nostro candidato Sindaco, professor Carlo Monaco, e la valorizzazione di forze giovani e nuove che egli si impegna a far crescere e a favorire nella realtà amministrativa locale, sono la migliore garanzia che cambiare musica non è solo una necessità ma diventerà una realtà.
Perciò noi ci rivolgiamo a tutti i vergatesi. Non siamo contro nessuno. Non abbiamo alcun spirito di contrapposizione settaria e preconcetta. Noi non abbiamo una idea di appartenenza politica alla sinistra o alla destra. Ogni cittadino deve aver per sé le proprie convinzioni politiche generali, che vanno sempre rispettate e garantite in un contesto pluralistico. Ma a livello di comunità di base è possibile, auspicabile e persino necessario, che le scelte migliori per la comunità vengano decise al di fuori di deduzioni rigidamente politiche. I problemi locali non sono di destra o di sinistra e non lo è neppure la loro risoluzione. I problemi devono essere risolti con l'impegno di tutti.

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